All’evento I-Com il consigliere regionale Gianni Bessi porta l’autonomia dell’Emilia Romagna

Bessi (Pd): “Vogliamo una governance moderna per dare rappresentanza e ascoltare tutte le istanze dei cittadini”

 

Si è tenuto mercoledì a Roma l’evento finale della terza edizione dell’osservatorio sulle relazioni territorio-impresa (ORTI), sul tema “#TAVOLOITALIA. Le relazioni tra imprese e territori per lo sviluppo economico e la rinnovata fiducia dei cittadini”.  All’evento, organizzato da I-Com, ha partecipato anche il consigliere regionale Gianni Bessi, portando l’esempio della Regione Emilia Romagna. «Parlare di sviluppo tra imprese e territori è stimolante – dice Bessi –, la presentazione del rapporto del centro studi I-Com è stata un interessante motivo di confronto sul tema del regionalismo differenziato».

 

Al tavolo coordinato dal Professore Stefano Ceccanti hanno partecipato oltre al consigliere Bessi anche i deputati Danilo Toninelli (MoVimento 5 Stelle), Ernesto Auci (Gruppo Misto), i senatori del Partito Democratico Roberto Cociancich e il presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti della Lega.

«Ho portato l’esperienza del percorso di autonomia scelto dalla Regione Emilia-Romagna all’interno dell’articolo 116 della Costituzione – prosegue Bessi –. Il nostro obiettivo è una governance moderna per dare rappresentanza e ascoltare tutte le istanze dei cittadini, delle rappresentanze, del mondo associativo, del volontariato, questo per concretizzare una nuova forma di regionalismo per un Italia più forte. Come ha confermato anche il Presidente Stefano Bonaccini, lEmilia-Romagna entro febbraio potrebbe già firmare una intesa sull’autonomia, con il Governo, che verterà principalmente su temi come istruzione, lavoro, ambiente e sanità. Detto che l’unità nazionale non si tocca, l’iniziativa dell’Emilia-Romagna, insieme a quelle di Lombardia e Veneto, ha avuto il pregio di riaprire il dibattito sul futuro del regionalismo italiano. Parliamo di un nuovo regionalismo, in cui si vuole superare l’area grigia della concorrenza con una leale collaborazione Stato-Regioni basata su nuovi e chiari accordi».

 

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