LEGGE REGIONALE 30 settembre 2016, n. 17

MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 2 SETTEMBRE 1991, N. 24 “DISCIPLINA DELLA RACCOLTA, COLTIVAZIONE E COMMERCIO DEI TARTUFI NEL TERRITORIO REGIONALE E DELLA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO TARTUFIGENO REGIONALE”, IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 30 LUGLIO 2015, N. 13 “RIFORMA DEL SISTEMA DI GOVERNO REGIONALE E LOCALE E DISPOSIZIONI SU CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA, PROVINCE, COMUNI E LORO UNIONI”

Passa con il voto favorevole di Pd e Sel e l’astensione di Ln, M5s, Fi, Fdi-An e Altra ER la nuova legge regionale che disciplina la raccolta, la coltivazione e il commercio dei tartufi nel territorio regionale e valorizza il patrimonio tartufigeno dell’Emilia-Romagna.

Un settore che impegna e appassiona molti tartuficoltori e numerosi amatori nella nostra Regione. Hanno tutti punti di vista differenti, ma un unico obiettivo: quello della valorizzazione di un prodotto di eccellenza di cui l’Emilia-Romagna è ricca e che rappresenta anche una opportunità di reddito specie per le aree montane, maggiormente disagiate. Il superamento delle Province ha comportato la necessità di rivedere la normativa rispetto alle modalità di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi nonché di valorizzazione del patrimonio tartufigeno, tra cui tutte le attività di vigilanza e di applicazione delle sanzioni amministrative che ora sono rafforzate. Corpo Forestale dello Stato e Consorzi di bonifica, ora sono fra i soggetti chiamati a concretizzare le previsioni della riforma e a controllarne l’attuazione.

Fino al 31 dicembre 2016 si continueranno a seguire i calendari provinciali al fine di garantire continuità alla stagione di raccolta. Successivamente entrerà in vigore il calendario unico regionale. La legge semplifica e snellisce le procedure per l’autorizzazione di tartufaie controllate o coltivate, la certificazione delle piante tartufigene e le modalità relative all’inserimento di piantine tartufigene per l’incremento delle tartufaie.

È cancellata la previsione di una conferenza annuale regionale sul tartufo, così come sono superate quelle provinciali. È invece introdotta una Consulta per la tutela e la valorizzazione del tartufo, una sede snella e operativa che dovrà rappresentare i territori, esigenza davvero sentita dagli operatori e appassionati. Tra le novità, inoltre, si evidenzia l’estensione degli orari di raccolta, ampliati a un’ora prima dell’alba fino a un’ora dopo il tramonto e il prolungamento da 6 a 10 anni della validità del tesserino da tartufaio.

Ci siamo dotati di una disciplina più adeguata e meglio rispondente alle esigenze dei soggetti interessati: il confronto, anche quello con altri partiti, ci ha permesso di raccogliere sollecitazioni da tutti i territori.

 

 

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