L’Adriatico che ritorna centrale per le strategie nazionali. Venerdì 16 dicembre a Ravenna è prevista la firma dell’accordo tra Ministero Sviluppo Economico e Regione Emilia-Romagna per la gestione delle attività di ricerca e coltivazione degli idrocarburi offshore e delle relative infrastrutture. Inoltre nell’accordo, Regione e Ministero si impegnano a sostenere ‘studi di fattibilità per il riutilizzo delle strutture in diversi ambiti: dalla produzione di energia eolica e fotovoltaica alla creazione di barriere artificiali (‘artificial reef’) per la ripopolazione delle specie ittiche.
Con questo atto Ministero Sviluppo Economico e Regione Emilia-Romagna concretamente vanno oltre gli annunci. La sfida è lavorare perché si arrivi in tempi brevi ad avere una regolamentazione condivisa e applicabile da tutti i livelli amministrativi. L’obiettivo è quello di definire finalmente il modello di sviluppo del settore energetico nazionale del futuro. Che è riassunto proprio nel tema scelto dall’Omc l’Offshore mediterranean conference di Ravenna, prevista dal 29 al 31 marzo 2017: la transizione verso un mix energetico sostenibile. Un modello che può essere testato proprio dal sistema di imprese collegato al settore energetico che opera lungo le coste adriatiche, coniugando il gas a km Zero con i progetti sulle rinnovabili, le attività dei centri di ricerca marini e il turismo. Solo l’Adriatico può essere il luogo dove testare il percorso di transizione, formando ed educando le nuove professionalità e la nuova classe dirigente. Se ci pensiamo, è quello che del resto fece Enrico Mattei.