Martedì 17 ottobre 2017 ore 18.00

c/o CNA Ravenna in viale Randi n. 90 (Sala Bedeschi) 

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’ECONOMIA VA IN PORTO

Infrastrutture, autotrasporto e logistica per lo sviluppo di Ravenna, città-porto dell’Emilia-Romagna

 

Martedì 17 ottobre, alle ore 18, presso la CNA di Ravenna in viale Randi 90 (sala Bedeschi) si è svolto il convegno “L’ECONOMIA VA IN PORTO. Infrastrutture, autotrasporto e logistica per lo sviluppo di Ravenna, città-porto dell’Emilia-Romagna”.

 

Nella sua relazione introduttiva il presidente della CNA, Pierpaolo Burioli, ha sottolineato l’esigenza, da parte di CNA, di un confronto con le Istituzioni locali per portare alla loro attenzione le istanze dell’artigianato, della piccola impresa e dei consorzi artigiani sulle ipotesi di sviluppo della principale infrastruttura presente sul nostro territorio: il porto. Ravenna, quindi, come città-porto dell’Emilia-Romagna e come grande piattaforma logistica dell’Adriatico capace di esprimere importanti performance economiche a livello nazionale e internazionale.

Ha poi evidenziato il ruolo fondamentale delle cosiddette “Autostrade del Mare”, che interessano prima di tutto gli autotrasportatori: “manteniamo e sviluppiamo questo importante traffico per il porto – ha detto – per il lavoro che genera e per il minor inquinamento che produce”

Il rinnovo dei vertici dell’Autorità di Sistema dell’Adriatico – ha proseguito – nonché la centralità del sistema portuale nelle priorità dell’Amministrazione comunale di Ravenna, costituiscono una significativa opportunità per il rilancio del porto, che impongono anche un ripensamento e un riposizionamento della SAPIR. Ed è in questo contesto che come CNA sosteniamo la decisione assunta di procedere alla valutazione di un nuovo Piano Industriale della SAPIR.

Il porto di Ravenna è un asset strategico per l’economia di Ravenna e per la regione Emilia Romagna, e come tale deve essere considerato in tutte le sue specificità: commerciale, industriale, crocieristica, diportistica e cantieristica”.

“Accanto alla questione centrale dell’approfondimento dei fondali – ha poi evidenziato – sono conseguentemente strategiche anche le infrastrutture periportuali sulle quali la Regione Emilia Romagna si è recentemente espressa. Il recente protocollo firmato con Rete Ferroviaria Italiana (RFI) va nella giusta e condivisa direzione di mettere nero su bianco con tempi certi le opere ferroviarie necessarie per essere un porto di rango europeo, eliminando anche l’attuale scalo merci cittadino. Esortiamo le Istituzioni presenti a presidiare con la dovuta attenzione il rispetto delle tempistiche. Abbiamo, invece, rilevato con grande amarezza che per il Governo la E55 Orte- Mestre non è più un’opera prioritaria. All’opposto, per la CNA rimane un punto fermo il collegamento Cesena-Ravenna-Mestre attraverso il raccordo con la Ferrara Mare. La decisione della Regione di non inserire fra le opere prioritarie la realizzazione del collegamento minimale Ravenna Ferrara Mare per raggiungere Mestre o Verona snodo centrale per i collegamenti con il Nord Europa non ha saputo cogliere, a nostro parere, quella visione di lungo respiro che da tempo sosteniamo con fermezza.

Inoltre, ribadiamo ancora una volta un altro obiettivo per noi irrinunciabile che deve essere perseguito nella pianificazione delle opere di collegamento all’area portuale e, cioè, la separazione del traffico locale da quello pesante e di scorrimento sia stradale che ferroviario”.

Il progetto di hub portuale è complicato e comporta tanti fattori di rischio – ha affermato il Sindaco di Ravenna, Michele De Pascalema abbiamo voluto prendere decisioni che comportassero il minor tasso di incertezze possibile e la percentuale più alta possibile di arrivare al risultato”.

Poi la notizia: “la grande rivoluzione – ha annunciato – interesserà il traffico merci del porto a seguito della firma, il 17 ottobre scorso, dell’accordo con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per la realizzazione lungo il Candiano di due grandi stazioni merci, una sulla sponda destra e una sulla sponda sinistra del Canale”.

Il progetto, atteso da tempo, sarà presentato ufficialmente tra qualche settimana.

Sul ferro – ha ribadito – abbiamo interlocutori avveduti e oculati, sulle strade il bilancio dei risultati conseguiti è assolutamente insufficiente. Penso, tuttavia, che come sistema territoriale stiamo trasferendo fiducia a chi può e vuole investire qui: intermodalità, acqua, ferro, strade, aree a prezzi concorrenziali sono condizioni che si possono creare in questo momento e che non hanno uguali”.

“Altro tema fondamentale – ha concluso – è quello della formazione delle risorse umane. Stiamo lavorando con l’ITI perché dal prossimo anno a Ravenna venga attivato il corso di Tecnico Nautico e con l’Università di BO e di Ferrara per creare professionalità idonee allo sviluppo del nostro territorio”.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Daniele Rossi, ha evidenziato come Ravenna sia uno dei porti più importanti d’Italia che deve avere la grande ambizione di guardare ai traffici oceanici e ai collegamenti con l’Europa. I nuovi investimenti – per un importo complessivo di circa 235 milioni di euro che assorbirà la maggior parte delle risorse dell’ente per i prossimi anni – sono relativi al progetto di approfondimento dei fondali, all’adeguamento strutturale di oltre 5 km di banchine e alla realizzazione di circa 1000 ulteriori metri di banchina in Largo Trattaroli, oltre alla realizzazione di nuove piattaforme logistiche per circa 200 ettari.

Il nuovo impianto di trattamento dei sedimenti permetterà l’escavo dei fondali a 14.50 metri, un obiettivo che cambierà totalmente la qualità di ricezione delle navi da trasporto che saranno sempre più grandi e che trasporteranno più merci, riducendone il costo unitario.

Le infrastrutture sono sicuramente un punto di partenza – ha aggiunto – ma occorre guardare oltre: l’impianto di video sorveglianza, il completamento della digitalizzazione dei processi documentali in ambito doganale e il completamento della fibra ottica, oltre al nuovo impianto per lo stoccaggio e la distribuzione del gas naturale liquefatto, sono alcuni degli interventi previsti, unitamente al potenziamento del Terminal Traghetti”.

Il consigliere regionale, Gianni Bessi, nel ribadire come le “Autostrade del mare siano un pezzo di un mosaico più complesso per una presenza strategica all’interno del Piano regionale dei Trasporti”, ha lodatol’ottimo lavoro di squadra che ha visto Ravenna come protagonista della nostra Regione e che ha coinvolto a tutti i livelli le Istituzioni e le componenti della società regionale che hanno aderito al Patto per il Lavoro, contribuendo così al rilancio dello sviluppo e dell’occupazione dell’Emilia-Romagna”.

La conclusione del convegno ha visto il “debutto” nella nostra città del nuovo presidente di CNA Emilia Romagna, Dario Costantini, che ha ribadito come il Sistema Ravenna sia un sistema che funziona, dove i singoli non lavorano mai da soli insistendo sul fatto che il collegamento E55 Orte Mestre non si possa classificare come opera secondaria.

L’isolamento dall’asse lombardo veneto – ha detto – è una mancata opportunità per tutto il sistema regionale”.

E ha concluso con il quesito: “Ravenna è una città col porto o una città portuale? La riqualificazione del porto significa riqualificazione della città e dell’intera regione e Ravenna, con questo importante progetto, sta diventando una città portuale matura ed europea”.