Il Consigliere regionale Gianni Bessi (PD) ha firmato una Interrogazione in merito alle azioni da adottare nei confronti del Governo sul tema del caro energia che sta mettendo in difficoltà tutti i settori produttivi regionali.

L’assessore Colla illustra le scelte della Giunta: siamo in contatto permanente con il governo, serve un decreto urgente

“La Regione intervenga perché ci siano soluzioni a sostegno dei cittadini e delle imprese. Gli aumenti dei prezzi di energia, gas e materie prime, insieme alla ripresa dell’inflazione, stanno mettendo in difficoltà la ripresa di molti settori della nostra economia: il governo deve fare tutto ciò che è necessario per sterilizzare i rincari”. Si interroga così la Giunta in merito alle azioni da adottare nei confronti del Governo sul tema del caro energia che sta mettendo in difficoltà tutti i settori produttivi regionali, sottolineando come la difficile congiuntura abbia effetti negativi sul settore della ceramica, asset fondamentale per l’economia emiliano-romagnola.

“Le nostre prese di posizione sul tema sono note, si vedano le dichiarazioni del presidente Bonaccini.”, spiega l’assessore Vincenzo Colla, per il quale “siamo in dialogo permanente con il governo perché ci sia una risposta a breve. Nell’immediato abbiamo un paradosso: abbiamo imprese piene di ordini e di commesse che, però, trovano più conveniente non produrre perché costa troppo. Serve una soluzione anche per le famiglie. Bisogna che l’Europa diventi soggetto calmierante per i prezzi dell’energia”.

Parole che trovano riscontro positivo in Rontini che si dice soddisfatta perché “l’impegno del presidente Bonaccini e dell’assessore Colla servono per impedire che il Paese si fermi nel momento in cui l’Emilia-Romagna corre come non mai e stiamo lavorando al più grande piano di investimenti pubblici da molto tempo a questa parte. Come Pd condividiamo la proposta di un piano nazionale per autonomia energetica che investa sulle rinnovabili e cancelli i pesi burocratici e i veti ideologici sul gas. E’ giusto che l’Unione europea fissi un prezzo (dell’energia, ndr) togliendo questa facoltà ai singoli fondi speculativi”.

 

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Resoconto seduta del 18 gennaio 2022