articolo apparso su formiche.net il 13 aprile 2015

“I croati stanno perforando in mezzo all’Adriatico con tutte le compagnie internazionali. Se Trivelle-in-marecrediamo davvero sia pericoloso, allora dobbiamo andare all’Onu perché questo mette a rischio tutto. Oppure succhiamo un po’ di gas anche noi”. Romano Prodi si è schierato a favore delle trivellazioni nel Mare Adriatico per l’estrazione di idrocarburi durante la presentazione del libro di Alberto Clò “Il rebus energetico”.
IL PENSIERO DI PRODI
“Penso che il buonsenso alla fine dovrebbe essere la nostra guida”, ha osservato l’ex premier, ricordando che c’è “una bolla di gas nell’Adriatico che è per metà nostra e per metà della Croazia”. È come avere un bicchiere pieno, “ma la cannuccia per succhiare la lasciamo agli altri”.
L’EMENDAMENTO SULL’AIR GUN
Ma se le parole di Prodi propendono per il sì alle trivelle, in Senato è stato introdotto un articolo al Disegno di Legge n. 1345 che vieterebbe l’uso dell’air gun “per le attività di ricerca e di ispezioni dei fondali marini finalizzate alla coltivazione di idrocarburi” pena “la reclusione da uno a tre anni” (Art. 452 quaterdecies).
L’articolo è stato contestato dal’Associazione Nazionali Cantieri Navali (A.N.CA.NA.P.) secondo cui il nuovo divieto comporterebbe “danni per l’Erario e la Bolletta Energica Nazionale, e rischi di chiusure e forti ridimensionamenti tra le migliaia di imprese italiane e le decine migliaia di lavoratori che operano nello sfruttamento dei giacimenti offshore e nei servizi e forniture collaterali a quest’importante attività dell’Italia; cessazione della ricerca di nuovi giacimenti nazionali sottomarini di idrocarburi; ulteriore crollo di domanda di nuove navi per i Cantieri Navali Italiani”.
Il disegno di legge deve ancora passare l’esame della Camera.
LE PAROLE DI GIANNI BESSI (CONSIGLIERE REGIONALE PD)
L’ex vicepresidente della Provincia di Ravenna e oggi consigliere regionale del Pd in Emilia-Romagna Gianni Bessi, intervenuto su Formiche.net, ha espresso in sostanza lo stesso pensiero di Romano Prodi: “ci troviamo a un punto cruciale: decidere se mantenere un ruolo di primo piano in un settore strategico, oppure scivolare nell’irrilevanza, con conseguenze negative anche per l’occupazione e la ricchezza dei nostri territori”.
“Ultimamente – ha scritto Bessi – le scelte che sono state fatte in Parlamento vanno verso quest’ultimo scenario: un esempio è la recente approvazione dell’emendamento che proibisce l’air gun, una tecnologia di esplorazione utilizzata in tutto il mondo, anche per fini scientifici, che sarà proibita solo in Italia”.
Bessi suggerisce, inoltre, un modo per “invertire la rotta”: “il Governo dovrebbe – a fianco dello Sblocca Italia – riflettere sull’opportunità di introdurre misure che aiutino le imprese subcontrattattiste della cantieristica offshore e onshore a fare rete (che in questo caso coincide con il “fare business”), per trovare strumenti di coordinamento commerciale, condividere le infrastrutture, individuare tecnologie e innovazioni insieme al mondo accademico”.