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NUMERO 6 del 5 OTTOBRE 2015

RICICLO AL 70%, L’EMILIA ROMAGNA DICHIARA GUERRA AI RIFIUTI
 
E' stata approvata in Assemblea legislativa la nuova legge sui rifiuti urbani che si fonda sul modello di "economia circolare" (non ci sono prodotti di scarto e le materie prime vengono riutilizzate). Tra le novità introdotte, la tariffazione puntuale, gli incentivi rivolti ai Comuni più virtuosi e premi alle imprese che smaltiscono meglio.
Gli obiettivi, entro cinque anni,  sono raccolta differenziata al 73%, riduzione del 25% delle produzione pro-capite di rifiuti, riciclaggio al 70%, contenimento delle discariche e autosufficienza regionale.
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COSÌ L’EMILIA ROMAGNA NON SI È FATTA TRAVOLGERE DALLA DEMAGOGIA NO TRIV

Alla richiesta di referendum chiamato ‘NO TRIV’, che è stato depositato da 10 Regioni in Cassazione e che punta ad abrogare due articoli del decreto Sblocca Italia, l’Emilia-Romagna ha votato no. Contestualmente ha approvato una risoluzione, di cui io sono uno dei proponenti, che ha l’obiettivo di proporre un approccio inedito, scegliendo la strada del dialogo con il Governo in modo da superare l’impasse che si è venuto a creare fra le competenze dello Stato e delle Regioni.
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ASSESTAMENTO DI BILANCIO: 52 MILIONI DI EURO DI RISORSE REGIONALI IN PIÙ
 
Oltre 30 milioni di nuovi finanziamenti vanno al sistema socio-sanitario, fondi per le zone colpite dal sisma, per cultura e turismo. 12 milioni al sistema delle imprese.
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I NUMERI NON MENTONO MAI (A DIFFERENZA DEGLI UMANI)
 
Il governatore della Banca d'Italia. a margine del G20, ha assicurato che gli indicatori del Paese sono "confortanti sul mercato del lavoro che è la cartina di tornasole “ e che l’Italia è finalmente fuori dalla recessione.
Eppure, a commento dei dati che periodicamente vengono pubblicati, da più parti politiche e non, si  è spesso concluso  che i provvedimenti operativi da inizio anno non hanno contribuito a creare nuova e stabile occupazione.
Come è noto, dal primo gennaio 2015, per ogni assunzione a tempo indeterminato l'azienda riceve uno sgravio contributivo di tre anni che raggiunge gli 8.000 euro all’anno .
Dal 7 marzo 2015, nelle aziende sopra i 15 dipendenti, il decreto 23/2015 di attuazione della Riforma del mercato del lavoro (Jobs act) introduce il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che si applica a tutte le assunzioni (comprese le trasformazioni dal tempo determinato o apprendistato). La differenza con il tempo indeterminato tradizionale, che resta in vigore per le assunzioni precedenti, è la maggior flessibilità in tema di licenziamento .
Sono questi gli strumenti che il governo nei mesi passati ha messo in campo per permettere alla imprese di incrementare l’occupazione.
Certamente i dati pubblicati dall’INPS (Osservatorio sul precariato, Report mensile gennaio-giugno 2015)  mostrano una crescita consistente dei contratti  a tempo indeterminato dei lavoratori dipendenti. Ad esempio nel primo semestre del 2015 è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (di 252.177 unità mentre nello stesso periodo del 2014 rispetto il 2013 si era ridotto di 8510 unità ) e rimane sostanzialmente stabile quello dei   contratti a termine. Significativo che siano aumentate anche le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine di 70.000 unità rispetto un calo analogo nel 2014.
Ma c’è chi ha  obiettato e che ancora obietta (non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere) che non  è detto che l’aumento dei contratti a tempo indeterminato corrisponda  a nuovi posti di lavoro perchè  è possibile che si tratti per lo più di contratti di trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato. Ma, come si diceva sopra, già i dati INPS mostrano che le trasformazioni sono stati in numero inferiore al totale dei nuovi contratti a tempo indeterminato, il che depone già decisamente a favore di occupazione aggiuntiva .
Ma ancora, c’è chi continua a dire che i dati INPS sono di natura amministrativa e sono tutti i rapporti di lavoro attivati nel periodo, comprensivi anche di quelli in capo ad uno stesso lavoratore, e possono quindi sopravvalutare gli occupati effettivi .
Per dire l’ultima parola e per avere una misura più certa dell’occupazione occorre rifarsi alla rilevazione campionaria  della forza lavoro dell’Istat che è la più completa, coerente e accurata fonte statistica di stima delle dinamiche del mercato del lavoro.
La variazione assoluta della serie storica degli occupati dipendenti riferiti ai primi due trimestri dell’anno in corso  rispetto a tutti quelli del 2014 (si veda tavola sottostante)   mostra che quelli permanenti, ovvero con contratto a tempo indeterminato, sono aumentati di 142.000 unità (106.000 più 36.000) mentre negli altri quattro trimestri del 2014 si erano ridotti complessivamente di 159.000 unità. Una evidente soluzione di continuità tra il periodo in cui hanno cominciato ad operare i nuovi provvedimenti e il periodo precedente. Analogamente la variazione positiva degli occupati con contratto temporaneo ha rallentato rispetto quella del 2014 (si sono sostanzialmente dimezzati), il che può significare che, come mostrano anche i dati INPS, molti contratti temporanei sono stati trasformati in permanenti.
A una lettura onesta e senza pregiudizi - i numeri non mentono mai - è certo che l’occupazione, anche stabile, nei primi due trimestri del 2015 è cresciuta.

ENERGIE RINNOVABILI NELLE PROVINCE DELL'EMILIA ROMAGNA

Per l’Italia la Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo fissa per il 2020 l’obiettivo di soddisfare con energia da fonti rinnovabili  il 17% dei consumi finali lordi.
Il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, società a totale capitale pubblico detenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, è lo strumento cui è affidato il compito, per l’ attuazione della direttiva, di supportare le istituzioni  attraverso l'erogazione di servizi specialistici in campo energetico, la gestione dei meccanismi di incentivazione degli impianti a fonti rinnovabili, la loro certificazione tecnico-ingegneristica, il ritiro commerciale e la vendita dell'energia sul mercato da questi prodotta e immessa in rete, l’attività di informazione e formazione rivolta agli operatori del settore e ai cittadini per diffondere la cultura dell'uso dell'energia sostenibile.
Al GSE è affidato anche il compito della rilevazione e la trasmissione alla Commissione europea dei dati statistici ufficiali per il monitoraggio della applicazione della direttiva.
Relativamente al 2013 sul sito del GSE è disponibile il rapporto statistico sulle energie da fonti rinnovabili che fornisce il quadro dello “stato dell’arte“ nel nostro Paese relativamente al settore elettrico, del calore, dei trasporti.
Nel 2013 la quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili è stata pari al 16,7%, un valore vicino al target assegnato all’Italia dalla Direttiva Europea. Tuttavia sottolinea il rapporto “la possibilità di mantenere la quota dei consumi finali coperta da rinnovabili su tali livelli dipenderà, oltre che dalla performance delle FER stesse nei prossimi anni, anche dall’andamento dei consumi energetici totali dopo anni di decrescita causata principalmente dalla congiuntura economica.”
A livello regionale e provinciale lo studio fornisce dati per il solo settore elettrico e, in particolare, relativamente alla produzione lorda:
  • da fonte solare (con tecnologia  fotovoltaica);
  • da fonte eolica;
  • da fonte idraulica;
  • da bioenergie (biomasse solide,  biogas,  bioliquidi,  frazione biodegradabile dei rifiuti);
  • da fonte geotermica.
Le tabelle sottostanti mostrano i dati sulle produzioni di energia elettrica con le diverse fonti rinnovabili e relative tecnologie nelle province della regione Emilia-Romagna e in Italia. La provincia di Ravenna si distingue tra tutte le altre per il rapporto produzione-consumi totali civili e produttivi più elevato, il 43,1% (tav.4), in particolare relativamente al fotovoltaico il 15,2% (tav1) e le bioenergie il 32% (tav3), al secondo posto nella graduatoria delle province a livello nazionale, rispetto ai consumi.
Un tale risultato nel campo delle bioenergie è la dimostrazione della capacità del mondo imprenditoriale di saper sfruttare l’enorme potenziale energetico contenuto nei residui da biomasse che i distretti agroindustriali producono annualmente; potenziale che era già stato documentato negli anni passati da una ricerca dell’Università di Bologna, polo di Ravenna.

ENERGIA ELETTRICA DA FONTE RINNOVABILE DISTRIBUZIONE PROVINCIALE DELLA POTENZA A FINE 2013, DELLA PRODUZIONE (FONTE RAPPORTO GSE) E DEI CONSUMI (FONTE TERNA)
ELABORAZIONE SU DATI RAPPORTO GSE E TERNA
Ringrazio Paolo Montanari per i dati che mi ha fornito e per la sua preziosa collaborazione, grazie alla quale periodicamente presentiamo statitistiche sui dati locali.
I PROSSIMI INCONTRI

Sabato 24 ottobre, alle ore 10, in Piazza Garibaldi a Ravenna si concluderà il percorso di partecipazione "Immagina Ravenna".
La giornata sarà organizzata attraverso il metodo dell’Open Space, una tecnica partecipativa che darà modo a tutti i presenti di fare proposte e mettere in rete idee e esperienze per costruire un programma comune e condiviso.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno espresso apprezzamento per questa newsletter. Credo che sia importante mantenere un contatto diretto attraverso questo resoconto su lavori e scelte della Regione che hanno un impatto sulla nostra vita di cittadini. Per questo vi invito a scrivermi ancora le vostre osservazioni, proposte e anche le critiche!

Cari saluti

Gianni
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