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NUMERO 8 del 1 DICEMBRE 2015
Un anno fa, il 23 novembre 2014, si sono tenute le elezioni regionali in Emilia Romagna. Da allora sono passati dodici mesi e il lavoro del presidente, degli assessori e di noi consiglieri della maggioranza ha prodotto tanti risultati che danno il segno di una Regione che lavora, con impegno e sobrietà e soprattutto con velocità per il bene dei cittadini. Perciò vogliamo raccontare quello che abbiamo fatto. Il rapporto con le persone non si esaurisce in campagna elettorale ma deve essere un racconto e un dialogo quotidiano su quello che stiamo facendo.

UNA NUOVA LEGGE PER LA PROMO-COMMERCIALIZZAZIONE
E L’ORGANIZZAZIONE TURISTICA DELLA REGIONE

La legge regionale sull’organizzazione turistica regionale, ancora oggi in vigore, risale al 1998 (n.7 del 4 marzo) e fu fortemente voluta dall’allora assessore al Turismo, Vasco Errani.
In questi diciassette anni, la normativa dell’Emilia-Romagna ha rappresentato un punto di riferimento straordinario anche per altre Regioni ed ha consentito di realizzare e sviluppare un modello turistico all’avanguardia.
Nonostante gli indubbi risultati ottenuti, grazie al proficuo rapporto tra enti pubblici e imprese private (vero perno della legge), le novità legislative intervenute a livello nazionale e, soprattutto, le esigenze accresciute e diversificate dei turisti impongono di intervenire con una nuova legge.
Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, sta svolgendo un’ampia consultazione di tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nel sistema turistico emiliano-romagnolo per presentare una proposta di legge che consenta di dare adeguate risposte alle nuove necessità del mondo turistico, salvaguardando gli elementi positivi dell’attuale normativa.
La novità di maggior rilievo riguarda il passaggio dalla promozione del prodotto a quello delle destinazioni. In altri termini, un maggior coinvolgimento e valorizzazione dei territori e, ovviamente, dei numerosi prodotti presenti nella nostra Regione; prodotti di grande qualità in ambito culturale, ambientale, enogastronomico e tanti altri.
Terminata la fase di consultazione, che ora si sta concretizzando con assemblee in tutte le province della regione, la proposta di legge verrà portata all’approvazione della Giunta regionale, presumibilmente prima delle festività di fine anno. La proposta verrà poi trasmessa all’Assemblea legislativa che avvierà l’iter per giungere all’approvazione della nuova legge sulla promo-commercializzazione e sull’organizzazione turistica dell’Emilia-Romagna.
PERCORSO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL NUOVO PROGRAMMA REGIONALE PER LA MONTAGNA
Il Programma regionale per la montagna, in coerenza con i macroambiti territoriali individuati dal Piano Territoriale Regionale per la fascia appenninica, individua le differenti potenzialità di sviluppo del territorio montano per indirizzare i programmi di sviluppo attivati dai differenti settori regionali.
"Futuro ed Energia" è stato il titolo di una tavola rotonda, alla quale hanno preso parte sia i rappresentanti delle istituzioni e gli amministratori che alcune delle più importanti realtà del nostro territorio attive nel settore oil e gas, organizzata a Ravenna per affrontare il tema dello sfruttamento delle risorse naturali, coniugando sviluppo e sicurezza, anche ambientale
Dal Propeller club un forte appello dalle aziende e dalle istituzioni ravennati per la ripresa dell'attività estrattiva di idrocarburi. Pena un danno per le famiglie costrette a pagare di più l'energia e la chiusura di aziende con la crescita della disoccupazione. Il tutto per inseguire il qualunquismo dei Comitati del No
ENI, SAIPEM E CDP. ECCO UNA BELLA PROPOSTA SISTEMICA

L’attesa per sapere quale sarà il futuro di Saipem è finita: la decisione del governo di intervenire con la Cassa depositi e prestiti, entrata nel capitale sociale utilizzando le risorse del Fondo strategico italiano, come mi ero augurato che succedesse (grazie a Formiche.net, ‘Saipem, futuro con o senza Eni’) è una buona notizia, anche se – e non poteva che essere così – lascia la porta aperta come a una grande sfida. Continua a leggere
DUE REALTÀ AGLI ANTIPODI DELL’ECONOMIA DELL’EMILIA ROMAGNA
AI TEMPI DELLA CRISI

Il 26 novembre l'ISTAT ha diffuso nuovi dati della contabilità regionale coerenti con le stime a livello nazionale. Nel confronto con le altre regioni l’Emilia Romagna ha sofferto meno la grade crisi del periodo 2007-2014. Minore la caduta del PIL (-7% rispetto il -9,2% delle altre regioni), minore quella del valore aggiunto dell’industria (-10,8% vs -17,5%), dei servizi ( -2,6% vs 4,1%), ma maggiore quella dell’industria delle costruzioni (-33,6% vs -30,4%). Decisamente sorprendente il dato dell’agricoltura che registra, invece, un eccezionale +22,5% rispetto al -3,5% della altre regioni.

Var. % tendenziale del valore aggiunto 2007-2014; valori concatenati con anno di riferimento 2010
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Secondo l’ultimo report dell’ISTAT “I prodotti agroalimentari di qualità" (settembre 2014) l’Italia si conferma il primo paese per numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg conferiti dall’Unione Europea.
I prodotti agroalimentari di qualità riconosciuti al 31 dicembre 2013 sono 261. La regione con più Dop e Igp è l’Emilia-Romagna con 39 prodotti riconosciuti.
Così non sorprendono i risultati economici dell’agricoltura regionale che fa il paio con quelli dell’industria alimentare. Tra il 2007 e il 2013 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati dellindustria alimentare) anche quest’ultima ha registrato dati positivi in termini di valore aggiunto e occupati rispetto alle altre regioni (+4,4% vs -4,9% il valore aggiunto e +4,2% vs -2,3% l’occupazione).
La stessa riduzione dell’occupazione in agricoltura - dato storico-strutturale - in Emilia Romagna è stata molto inferiore rispetto alle altre regioni (-1,9 vs -9,9).

Var.% tendenziale del valore aggiunto e degli occupati 2007-2013
Che la qualità premi in termini economici lo affermano anche i risultati della recente ricerca “Emilia-Romagna leader nella filiera agroalimentare” realizzata congiuntamente dal Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna e dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo presentata a Bologna il 4 novembre scorso dove è stato sottolineato che l’agricoltura e l’industria alimentare di qualità in Emilia Romagna ha risentito in misura minore degli effetti della crisi grazie ai suoi prodotti eccellenti che rappresentano il meglio del “made in Italy”, i grandi marchi dell’agroalimentare conosciuti in tutto il mondo, una rete di centri della ricerca e dell’innovazione impegnati sui temi della sicurezza alimentare, della tracciabilità e sostenibilità ambientale.
Al contrario il crollo del valore aggiunto in termini reali della industria delle costruzioni che si è manifestato nel periodo 2007-2014 e che si è visto nei dati della prima tavola, si è riflesso - ma non poteva essere diversamente - anche sul versante dell’occupazione (-24% in Emilia Romagna , -19,6 % nelle altre regioni). Ora noi sappiamo che la più grande crisi del dopoguerra scoppiata negli Stati Uniti e propagatasi rapidamente al resto del mondo si è innescata a causa dello scoppio della bolla immobiliare e la crisi dei collegati mutui subprime.
Il grafico sottostante (costruito con i dati di fonte ISTAT per l’Emilia-Romagna e OCSE per gli Stati Uniti) mette a confronto l’andamento del valore aggiunto del settore delle costruzioni, tra il 2000 e il 2013, nelle due aree.
Il grafico sottostante mostra con evidenza che l’industria delle costruzioni negli Stati Uniti è cresciuta negli ultimi anni (2000-2006) della bolla immobiliare meno di quella dell’Emilia Romagna che ha invece registrato una vertiginosa impennata, doppia di quella delle altre regioni (7,5% vs 18,1% si veda la tavola). Scoppiata la bolla entrambi I settori in Emilia Romagna (-32,6%) e in USA (-24,7%) hanno poi subito il crollo.
var.% tendenziale del valore aggiunto 2000-2007 del settore delle costruzioni

Valori concatenati con anno di riferimento 2010

Emilia Romagna 37,5 % Altre Regioni 18,1 %
Anche in Italia e ancor più in Emilia Romagna il sistema bancario ha alimentato la bolla concedendo credito in modo alquanto generoso fino al 2011 (quando già la domanda di abitazioni e gli investimenti produttivi e pubblici erano crollati) e fino a quando è iniziata la precipitosa ritirata (si veda la tavola sottostante).
La Banca d’Italia (Questioni di economia e finanza, numero 263 marzo 2015 “Mercato immobiliare, imprese della filiera e credito: una valutazione degli effetti della lunga recessione”) ha certificato che fino al 2009 il sistema bancario ha continuato a erogare mutui a società della filiera immobiliare che:
a) erano in perdita
b) avevano un elevato livello d’invenduto
c) erano finanziariamente fragili
d) erano già molto indebitate.
Le sofferenze che ne sono scaturite sono la naturale conseguenza di politiche del credito e dall’abitudine a fare tanti o “troppi” mutui ai costruttori. Secondo i dati della Banca d’Italia, in Emilia Romagna, se nel primo trimestre 2011 l’incidenza delle sofferenza sugli impieghi bancari era pari al 4,1% nel secondo trimestre 2015 ha raggiunto il 28,5% con punte in certe province ben superiori (a Ferrara il 43,5% , a Rimini il 50,2%). Mutatis mutandis proprio come negli Stati Uniti dove la banche elargivano, a man bassa, crediti per l’aquisto di abitazioni a famiglie non in grado di ripagarli (mutui subprime) ma di cui poi si disfavano con le cartolarizzazioni.
Nell’introduzione al report "Consumo di suolo e pianificazione, conoscere per decidere. Report dal territorio. Ottobre 2015" a cura degli Assessorati alla Programmazione territoriale e alla Agricoltura della Regione Emilia-Romagna si è potuto leggere: “In Emilia Romagna nel corso degli ultimi decenni l'occupazione di suolo per l'urbanizzazione e la costruzione di infrastrutture è aumentata ad un ritmo multiplo rispetto al tasso di crescita demografica; tendenza che già si rivela insostenibile e che lo sarebbe a maggior ragione a lungo termine.
Ancora più preoccupante è l'estensione della superficie potenzialmente urbanizzabile contenuta nei piani generali vigenti elaborati in una fase di espansione del mercato immobiliare, che oggi risulta decisamente sovradimensionata e irrealistica rispetto alle effettive necessità e alla capacità di assorbimento del mercato".
Così, non può che ritenersi più che opportuna l’intenzione della Giunta regionale ad inserire la revisione della legislazione regionale in materia di governo del territorio tra i principali obiettivi del proprio mandato, ponendo radicalmente in discussione il processo insediativo fin qui conosciuto e, in tal modo, affrontando la sfida della rigenerazione dei sistemi insediativi esistenti verso l’azzeramento del consumo di suolo.
E' chiaro che l’insieme delle imprese dell’industria delle costruzioni dovrà adeguarsi a questa prospettiva innovando nel modello produttivo e di business. I mercati, infatti, hanno evitato negli ultimi due anni un crollo ancora più marcato del settore con la manutenzione straordinaria e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Proprio come è avvenuto nel sistema agroaimentare e industriale dell’Emilia Romagna che ha raggiunto risultati di rilievo puntando sulla qualità e l’innovazione.
Ringrazio Paolo Montanari per i dati che mi ha fornito e per la sua preziosa collaborazione, grazie alla quale periodicamente presentiamo questa rubrica di statitistiche sui dati locali.
La Commissione Bilancio sarà impegnata a trattare il progetto di legge relativo al bilancio di previsione 2016 della Regione Emilia-Romagna, una manovra complessiva da 12 miliardi di euro senza nessun aumento delle tasse, maggiori entrate e risparmi per ulteriori 45 milioni di euro nel funzionamento della macchina regionale, più risorse per i cittadini e per le imprese, per la sicurezza e lo sviluppo sostenibile dell'ambiente.
Nei prossimi giorni, anche nei circoli del PD, discuteremo di questa manovra e ci confronteremo insieme.
Ringrazio tutti coloro che mi hanno espresso apprezzamento per questa newsletter. Credo che sia importante mantenere un contatto diretto attraverso questo resoconto su lavori e scelte della Regione che hanno un impatto sulla nostra vita di cittadini. Per questo vi invito a scrivermi ancora le vostre osservazioni, proposte e anche le critiche!

Cari saluti

Gianni
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