*|MC:SUBJECT|*
GIANNI BESSI
CONSIGLIERE REGIONALE PD

9 AGOSTO 2017

Oggi invio questa comunicazione per segnalarvi alcune tappe importanti per la nostra comunità, che ritengo significative del lavoro svolto in Regione .

Questa non vuole essere la mia newsletter di metà mandato ma vuole dare alcune informazioni e spunti di riflessione per il lavoro futuro.
Eviterò quindi di fare una lista dei risultati raggiunti o di spiegarli perché li abbiamo già trattati nei diversi incontri sul territorio o nei rapporti diretti che abbiamo avuto in questo periodo.

Potete trovare tutto anche sul mio sito
In alcuni casi ho avuto l’onore di seguire direttamente proposte di legge, in altri casi di lavorare insieme a colleghi o altri amministratori. Per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi serve spirito di squadra, serve lavorare insieme.

Il punto fondante del nostro programma di mandato è l’occupazione. L’ultimo REPORT DI UNIONCAMERE conferma che, nel primo trimestre 2017, sono in crescita produzione, vendite e ordini, con il settore manifatturiero che continua a essere trainante. Grazie in primo luogo a imprenditori e lavoratori, ma anche all’azione della Regione, abbiamo raggiunto il risultato migliore rispetto ai primi tre mesi del 2011. Siamo a tutti gli effetti una delle grandi ‘regioni europee’.

La priorità quindi resta il lavoro, soprattutto quello ad alta specializzazione. Il Presidente Bonaccini ha chiesto che a settembre l’assemblea regionale faccia il punto sul nuovo patto del lavoro, con cui nel luglio 2015 la Regione e le componenti della società si sono impegnate a contribuire al rilancio dello sviluppo e dell’occupazione. Valuteremo i risultati fin qui raggiunti e cosa si dovrà fare per consolidarne gli effetti positivi. Dobbiamo guardare sempre avanti e non accontentarci dei risultati raggiunti, per quanto buoni.

Inoltre a settembre abbiamo di fronte uno dei grandi obiettivi di lungo respiro che questa Regione si è data: l’autonomia fiscale. Una richiesta ufficiale che verrà fatta al Governo seguendo l’articolo 116 della Costituzione perché le risorse dei cittadini dell’Emilia-Romagna – o almeno la maggior parte di esse – possano essere gestite direttamente dal governo regionale. Qual è lo scopo? Investire sempre sul lavoro, sulle imprese, sui giovani, sul welfare.

I dati sull’occupazione dimostrano la buona salute dell’economia, della nostra capacità di produrre ricerca e innovazione.

E collegato ai temi dell’autonomia fiscale e del lavoro, anzi quasi come sintesi di entrambi, c’è quello dei giovani.
Le politiche attive nei confronti dei giovani, avendo risorse a disposizione, potrebbero essere incrementate. Anzi, rivoluzionate. L’Emilia-Romagna può diventare, anzi deve diventare, la regione dove mettere a disposizione dei giovani strumenti economici di incentivazione allo studio, per facilitare l’accesso alla formazione ad alto contenuto di innovazione. Così formeremo professionalità di alto profilo e costruiremo la classe dirigente di domani.

Per questo i miei incontri con le imprese e i lavoratori, che ho chiamato
#ilvenerdiperillavoro o #ilprimocaffèdellunedi al porto di Ravenna, per ascoltare le voci, le istanze, le idee e le proposte di chi siamo stati chiamati a rappresentare, li voglio trasformare in un appuntamento per andare a presentare le priorità delle sfide future del nuovo patto per il lavoro e della richiesta dell’autonomia della regione Emilia-Romagna. A presto un’agenda con i vari impegni e luoghi dove andrò settimanalmente.

Credo infatti che serva costruire un importante confronto dal basso verso l’alto sulla nostra proposta insieme a tutte le parti della società e nel nostro partito. Abbiamo il dovere di compiere le scelte più giuste e condivise.

La politica può e deve essere lo strumento che produce benessere per i cittadini e non essere percepita come un costo passivo. La Regione ha puntato a essere efficiente, a metter da parte spinte autoreferenziali e indecisioni tattiche per puntare al nocciolo delle questioni.
Per affrontare un mondo complesso, dove le sfide sono globali serve preparazione. Ecco perché serve una formazione continua della classe dirigente politica, sociale, economica e amministrativa. Questa è la sfida a cui dobbiamo rispondere con il pragmatismo che è tipico della nostra terra.

Consigli di lettura
Facebook
Facebook
Twitter
Twitter
Website
Website
Share
Tweet
Forward






This email was sent to *|EMAIL|*
why did I get this? unsubscribe from this list update subscription preferences
*|LIST:ADDRESSLINE|*

*|REWARDS|*