Il Consigliere regionale Gianni Bessi (PD) è stato nominato relatore in data 24 marzo 2021

Di seguito l’iter dettagliato del Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Legge europea per il 2021″. (Delibera di Giunta n. 352 del 15 03 21)

 

RELAZIONE del Consigliere Gianni Bessi sul progetto di legge ogg. 2970 “Legge europea per il 2021″. (Delibera di Giunta n. 352 del 15 03 21)  e 2971 “Disposizioni collegate alla legge europea 2021 – Abrogazioni e modifiche di leggi e disposizioni regionali”. (Delibera di Giunta n. 353 del 15 03 21)

 Gentile Presidente, Gentili Consigliere e Consiglieri,

con i 2 Progetti di legge che oggi approviamo la Regione compie 2 importanti passi avanti:

  • attraverso la legge europea, che è adottata in attuazione dell’atto di indirizzo che ha concluso la sessione europea 2020 ad ottobre dello scorso anno, migliora il grado di conformità dell’ordinamento regionale all’ordinamento europeo, con ciò confermandosi una delle regioni italiane più attive sulle tematiche europee e attente alle modalità per rendere virtuoso il collegamento tra la fase ascendente e quella discendente;
  • Attraverso il c.d. Refit compie un’importante opera di semplificazione normativa, andando a snellire lo stock normativo regionale attraverso l’abrogazione di norme desuete e non più applicate, cogliendo altresì l’occasione per meglio definire alcune questioni normative sorte recentemente nell’interlocuzione con il Governo, nell’ottica della leale collaborazione istituzionale.
  • Legge europea per il 2021

Quella oggi in approvazione è la sesta legge europea regionale adottata dall’Emilia-Romagna dal 2010 ad oggi.  Dal 2010 infatti, la legge “comunitaria” (il nome era allora diverso ed è stato modificato in “legge europea” per adeguarsi alle modifiche, anche terminologiche, introdotte dal Trattato di Lisbona) è stata adottata nel 2010, nel 2014, nel 2015, 2016 e 2017, non tutti gli anni quindi, perché viene presentata solo se in sessione europea sono emerse esigenze di adeguamento dell’ordinamento regionale a quello europeo) 

La legge europea regionale è disegnata dalla legge 16 del 2008, la nostra legge di procedura sul diritto europeo, come un esito eventuale della sessione europea, da adottarsi in attuazione degli indirizzi approvati dall’Assemblea legislativa con la risoluzione che chiude l’annuale sessione europea dell’Assemblea legislativa.

La risoluzione 1817 del 28 ottobre 2020, di chiusura della sessione europea 2020, tra gli indirizzi di fase discendente, ha individuato alcune direttive europee già recepite dallo Stato, sulle quali ha invitato la Giunta a verificare gli adempimenti eventualmente necessari per adeguare l’ordinamento regionale (attuazione), ricorrendo laddove possibile allo strumento della legge europea regionale,; tra le direttive indicate, alcune formano oggetto del progetto di legge odierno.

La Giunta regionale ha quest’anno presentato il testo della legge europea e il testo contenente le disposizioni ad essa collegate contestualmente allo svolgimento della Sessione europea, ai sensi di quanto previsto dall’art. 8 secondo comma della legge regionale 16/2008,.

Fatta questa premessa, passerei ad illustrare i principali contenuti della legge europea regionale per il 2021

Quest’anno, il testo del progetto della legge regionale europea si incentra su cinque filoni normativi. 

  • Capo I(articoli da 2 a 8)

Il Capo I prevede norme di modifica della legge regionale  n. 26 del 2004 (Disciplina della programmazione energetica territoriale ed altre disposizioni in materia di energia) in attuazione delle direttive europee in materia di prestazione energetica nell’edilizia e sull’efficienza energetica; si tratta quindi di norme che derivano dalle recenti modifiche della disciplina introdotte a livello di unione europea e poi recepite a livello nazionale.

  • Capo II (articoli da 9 a 24)

Il secondo filone concerne le disposizioni di modifica della legge regionale n. 9 del 2020 (riguardante le assegnazioni delle concessioni di derivazioni idroelettriche con potenza nominale superiore a 3000 kw e determinazione dei canoni) legge che ha dato attuazione alla direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, recepita a livello statale con il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

Si tratta dunque di modifiche alla legge regionale 16 dicembre 2020, n. 9, per una migliore formulazione del testo normativo in coerenza con la direttiva citata e con alcuni principi generali di matrice comunitaria, recependo alcune proposte pervenute, dopo l’approvazione della legge, dalle strutture ministeriali competenti. Le modifiche sono dunque volte ad evitare l’impugnazione da parte del Governo, che avrebbero rallentato molto gli effetti delle norme impugnate.

Alcune sono modifiche di aspetti formali, come ad esempio le norme sulla pubblicazione dei bandi (artt. 10 e 12)  o la formale esplicitazione del fatto che i termini del procedimento concessorio possono essere abbreviati; altre sono modifiche di aspetti più sostanziali, come ad esempio una maggiore rigidità dei requisiti previsti nei bandi di concessione e , nella stessa logica, l’esplicitazione dell’impossibilità di riconoscere indennizzo al concessionario uscente per le opere svolte.

  • Capo III (artt. da 25 a 28)

Il terzo filone normativo contiene nuove norme in materia di gestione dei Siti della Rete natura 2000, che rappresentano l’ossatura della difesa delle aree naturalistiche di rilievo per l’Unione europea, al duplice fine di semplificare il riassetto delle competenze gestionali e di superare i rilievi della procedura di infrazione ancora aperta.

il senso dell’intervento legislativo proposto, concernente la gestione dei siti della Rete Natura 2000 e la Valutazione di incidenza, deriva dal fatto che nel 2019 sono state approvate le Linee guida nazionali sulle Valutazioni di incidenza, che introducono diverse novità in materia di procedure amministrative connesse con la valutazione di incidenza (pareri, screening, condizioni d’obbligo, prevalutazioni di incidenza, ecc.) e dalla procedura della Commissione europea EU/Pilot del 2014 ancora in corso. 

  • Capo IV (artt. da 29 a 36)

Il quarto filone (Capo IV – artt. Da 29 a 36) riguarda l’introduzione di modifiche alla legge regionale 10 febbraio 2006, n. 1 in materia tutela sanitaria della popolazione dai rischi derivanti dall’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti, in attuazione del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, che a sua volta ha dato attuazione alla direttiva 59 del 2013 dell’Euratom (Attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell’articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117).

Quindi si tratta dell’aggiornamento di norme importanti, che risalivano alla normativa EURATOM.

Il Capo IV contiene disposizioni di modifica della legge regionale del 10 febbraio 2006, n. 1 (“Norme per la tutela sanitaria della popolazione dai rischi derivanti dall’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti”.), in risposta all’esigenza di adeguamento normativo delle leggi regionali all’ordinamento europeo, attuando la direttiva 2013/59/Euratom, dato che il decreto statale di recepimento (d. lgs.  n. 101 del 2020) attribuisce alla competenza legislativa regionale l’individuazione dell’Autorità competente al rilascio del nulla osta preventivo per le attività che comportano esposizioni a scopo medico (nulla osta di categoria B).

Le modifiche principali, oltre a coordinare i richiami dell’articolato regionale alle previsioni del decreto legislativo n. 101 del 2020, sono dirette ad individuare l’autorità competente ad autorizzare l’allontanamento dei materiali contenenti sostanze radioattive, anche se di origine naturale.

In particolare, detta autorizzazione è in capo al Comune in caso di pratiche soggette a nulla osta di tipo B, mentre si affida alla Regione, che si avvale dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia (A.R.P.A.E.), la competenza al rilascio dell’autorizzazione all’allontanamento dei materiali radioattivi provenienti da pratiche soggette a sola notifica.

Il Comune, in forza dell’articolo 8 della Legge Regionale 6 novembre 2019, n. 22 è ugualmente competente ad autorizzare l’esercizio delle strutture sanitarie; con riferimento ai materiali radioattivi, tale competenza integra quella già attribuita al Comune per le pratiche che comportano esposizioni a scopo medico e medico veterinario (nulla osta di categoria B).

È introdotto poi un nuovo articolo, in materia di controllo della radioattività ambientale, attraverso la programmazione e l’organizzazione di una rete di prelievo e di analisi che vede il coinvolgimento operativo dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione dell’Ambiente e per l’Energia dell’Emilia-Romagna

  • Capo V (artt. 37 e 38)

Il quinto ed ultimo ambito normativo (Capo V – articolo 37, cui in Commissione con emendamento di Giunta è stato aggiunto l’articolo 38), riguarda una disposizione di incentivo alla mobilità sostenibile, volta ad ampliare la platea dei beneficiari del contributo regionale per l’acquisto di un veicolo ad alimentazione ibrida di prima immatricolazione.

L’iniziativa contenuta nell’articolo 9 della legge regionale 10 dicembre 2019, n. 30 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2020-2022 Legge di stabilità regionale 2020) volta al riconoscimento di un contributo regionale per il triennio 2020-2021-2022, pari all’importo del bollo auto fino a massimo di euro 191,00, a fronte dell’acquisto nel 2020 di un veicolo ad alimentazione ibrida di prima immatricolazione, si è rivelata di grande interesse per il cittadini emiliano-romagnoli riscuotendo molto successo. Sono pervenute, sul portale regionale, oltre 8.000richieste di contributo.

Si è ritenuto opportuno, per dare riscontro positivo alle richieste pervenute, attraverso l’articolo 37 della presente legge regionale aumentare di euro 450.000,00 il limite di spesa originariamente stabilito nella legge regionale n. 30 del 2019, mediante una riduzione dello stanziamento del capitolo 43691 del bilancio per l’esercizio finanziario 2021-2022-2023 a favore del capitolo 39692.

In questo Capo, in Commissione, a seguito di un emendamento della Giunta, è stato aggiunto un ulteriore articolo (articolo 38), volto ad ampliare fino a copertura del 100% l’incentivo alla mobilità sostenibile: si prevede infatti che il contributo regionale ai Comuni sia concesso al 100% per gli interventi il cui importo sia inferiore o uguale ad euro 50.000,00, fino all’80% qualora l’importo degli interventi sia superiore ad euro 50.000,00 e inferiore o uguale a euro 100.000,00 e fino al 70% per gli interventi di importo superiore ad euro 100.000,00.

 

 

Comunicato stampa

Regione. Sessione europea dell’Assemblea legislativa 2021, il presidente Bonaccini in Aula: “Dall’Europa risposta senza precedenti. Emilia-Romagna protagonista della ripartenza: grazie al lavoro di tutti, questa regione sta dimostrando di avere le potenzialità per uscire prima e meglio di altri da una crisi durissima”

Al centro dell’intervento la lotta alla pandemia, il sostegno alle categorie più colpite, la “piena consonanza” tra la strategia europea, il Pnrr presentato dal Governo e gli obiettivi regionali contenuti nel Programma di mandato e nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima. “Importante il lavoro fatto da inizio legislatura con il contributo di tutti i Gruppi consiliari, di maggioranza e opposizione”

Bologna – “L’Emilia-Romagna vuole essere protagonista di questa ripartenza: ogni nostra energia sarà concentrata per uscire rapidamente dalla pandemia, anzitutto attraverso lo sforzo eccezionale del piano vaccinale, che tra poche ore supererà quota 2 milioni di somministrazioni. Ma anche con il sostegno alle categorie e alle famiglie più colpite”.

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nel suo intervento questa mattina in Aula alla Sessione europea dell’Assemblea legislativa per l’anno 2021. Sessione aperta dalla presidente Emma Petitti, cui seguono gli interventi di Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza della Commissione europea a Milano, della vicepresidente della Regione con delega ai Rapporti con la Ue, Elly Schlein, e dei rappresentanti dei Gruppi assembleari.

La pandemia non è finita. L’emergenza sanitaria richiede attenzione. Ma lo scenario sta cambiando, ha ricordato Bonaccini, anche perché “a una crisi senza precedenti l’Unione europea ha dato una risposta senza precedenti”. Archiviata la troppo lunga stagione dell’austerità, “l’Unione ha saputo mettere in campo misure straordinarie per consentire ai Paesi membri di intervenire fuori dai vincoli di finanza pubblica, assicurando risorse importanti”. Soprattutto, ha proseguito il presidente, “ha scelto di realizzare un vasto programma di interventi per la ripresa e la resilienza”: tra Next Generation EU e nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, “parliamo di 1.800 miliardi di euro a sostegno non solo della ripresa dalla pandemia di Covid-19, ma anche dell’attuazione delle priorità a lungo termine nei diversi settori d’intervento”.

Bonaccini si è soffermato sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che vale oltre 235 miliardi di euro, sulla quota – al suo interno – per i progetti “verdi” (pari a 70 miliardi) e quelli digitali, che ammonta a 50 miliardi. Due ambiti molto importanti, che evidenziano una “piena consonanza” tra la strategia europea, il Piano presentato dal Governo e gli obiettivi regionali contenuti nel Programma di mandato e nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima sottoscritto nel dicembre scorso in Emilia-Romagna dalla Regione con tutte le parti sociali: “Qui- ha sottolineato il presidente- ancor prima che il Governo, abbiamo istituito la delega per la transizione ecologica. E abbiamo già approvato la nostra Agenda digitale 2020-25 ‘Data Valley Bene Comune’”.

In questo modo, “la nostra terra ospiterà l’80% della capacità di calcolo italiana e circa il 20% della capacità di calcolo europea: un risultato straordinario, con l’arrivo del Centro Meteo Europeo e del Supercomputer di calcolo ‘Leonardo’ tra i più veloci al mondo per lettura e trasferimento dei big data alle imprese e al mondo della ricerca”. Grazie all’investimento fatto sul Tecnopolo di Bologna, dove oltre al Data Center del Centro Meteo Europe troveranno sede anche tutti i più importanti enti scientifici e di ricerca nazionali. Fulcro dell’Emilia-Romagna Data Valley europea.

Accanto a questi obiettivi, il Piano nazionale dà evidenza al contrasto delle diseguaglianze, a partire dal destino delle nuove generazioni e non di meno delle donne: “Quest’Assemblea- ha ricordato Bonaccini-, fin dall’avvio di legislatura ha incalzato la Giunta perché nella nostra programmazione il contrasto ai divari di genere e la promozione delle pari opportunità per tutti i cittadini e tutte le cittadine fossero un obiettivo qualificante”.

I contenuti della nuova programmazione europea per il nuovo settennato “vanno esattamente nella direzione indicata dalla Commissione e dal Piano nazionale- ha ribadito Bonaccini-: se rispetteremo i tempi che ci siamo dati, la nostra strategia sarà pronta per giugno e potremo rapidamente passare al Piano operativo regionale, in modo tale che l’Emilia-Romagna sia pronta per investire subito le risorse. Il nostro impegno- ha concluso il presidente- è già concentrato sulle misure di ripresa e di sostegno agli investimenti: in questo contesto vogliamo essere protagonisti della ripartenza, e metterci alla testa del cambiamento”.

Infine, un ringraziamento “per il lavoro che abbiamo fatto tutti insieme – Giunta e Gruppi assembleari, di maggioranza e di opposizione – in questo primo anno di legislatura. In un anno difficilissimo e complicatissimo in cui ancora una volta, però, questa regione, questa terra, sta dimostrando di avere tutte le potenzialità per uscirne prima e meglio di tanti altri”.